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Come portare l’accessibilità all’interno di un sito?

MC2 Lab
Accessibilità online

Marketing e accessibilità digitale = reputazione e profitto.

L’accessibilità digitale è un argomento che sta emergendo sempre più prepotentemente sulla ribalta dei media. Nel mondo del marketing si parla sempre più spesso di siti accessibili, App inclusive e device con ausili per l’accessibilità: argomenti che stanno sempre più a cuore alle aziende, soprattutto quelle che si rivolgono al grande pubblico.

Meno spazio è dedicato all’accessibilità sui social eppure parliamo di organizzazioni che operano con progetti di marketing orientati alla visibilità su alcuni come Facebook, Linkedin, Instagram,
Tik Tok, Youtube.

Accessibilità digitale e inclusione coniugati in un’ attività di comunicazione digitale, sia sul sito che sui social, assicurano alle aziende circa il 20% di utenti in più, più soddisfatti e più fiduciosi.

Quali sono le opzioni, quali i comportamenti da tenere per un’azienda, un’agenzia, un reparto marketing, un professionista della comunicazione?

Accessibilità come principio aziendale: perchè?

Maggiore visibilità e migliori risultati con articoli e post accessibili.

L’accessibilità è un tema trasparente ma attualmente di grande importanza nelle attività di digital marketing. Rendere i contenuti accessibili alle persone con disabilità, amplifica la propria visibilità e incrementa il pubblico, ovvero: marketing più efficace e maggiori risultati aziendali.
Inclusione = Reputazione e fiducia
Rendere accessibile la propria comunicazione è una dimostrazione di consapevolezza e comprensione oltre che una dichiarazione di impegno per l’inclusione globale. Il risultato è un rapporto di maggiore fiducia con clienti e follower.
Le statistiche valutano che nel mondo ci siano circa 750 milioni di persone con disabilità, di questi il 75% ha provato a fare acquisti online e ha rinunciato al processo perché il sito o la app mobile non erano accessibili.

L’accessibilità digitale è anche un valore economico.

Per le aziende capaci di visione e strategia è estremamente chiaro che, in un mercato come quello attuale, competitivo e dinamico, rendere accessibile un sito web (o un’app mobile) garantisce maggiori clienti! Oggi, circa il 50% delle aziende e delle organizzazioni sta valutando l’accessibilità digitale proprio in funzione della competitività sul mercato.
User experience e Accessibilità digitale proteggono l’immagine del Brand e permettono di evitare controversie legali e sanzioni.

Sottovalutare il valore dell’accessibilità oggi significa offrire un vantaggio ai competitor e un danno alla propria immagine. Persino Google e altri motori di ricerca premiano i siti Web più accessibili posizionandoli meglio nei risultati di ricerca.

Includere obiettivi di accessibilità nella creazione di campagne di marketing è fondamentale per raggiungere un pubblico più ampio e promuovere l’inclusività e la diversità. Le comunicazioni e l’engagement accessibile alle persone con disabilità, aumenta il coinvolgimento e quindi, in sostanza, permette di ottenere migliori risultati di business.
In termini economici si tratta di un mercato che si aggira intorno ai 500 miliardi di dollari l’anno.

I numeri della user experience ci aiutano a capire il valore economico e reputazionale dell’accessibilità.

• 80.000.000: in Europa ci sono circa 80 milioni di persone

• 60.000.000: in Europa il 75% degli 80 milioni di persone con disabilità fisiche e sensoriali ha rinunciato a fare acquisti online per inaccessibilità.

• 52.000.000: il 65% delle persone con disabilità fisiche e sensoriali in Europa abbandona dopo 10 secondi un sito o una App mobile non accessibile e consulta i social con difficoltà.

Questo chiarisce come mai le aziende attente al mercato e ai numeri della competizione sono sempre più impegnate nella valutazione (e anche validazione) dei requisiti di accessibilità dei propri canali digitali e della gestione accessibile delle proprie pagine social.
Un nuovo paradigma dove l’obiettivo è raggiungere tutti i tipi di pubblico.

La normativa Europea e Italiana in tema di
accessibilità digitale

Pubbliche Amministrazioni

La Legge Stanca (legge n. 4/2004) vieta la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e richiede che tutti i contenuti digitali siano accessibili. Qualsiasi organizzazione per l’amministrazione pubblica, siano esse scuole, comuni, regioni, ministeri, ordini professionali, ospedali etc, che non si attenga a queste norme e non presenti annualmente una dichiarazione di accessibilità può incorrere in conseguenze e azioni legali per inosservanza nei confronti dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha autorità per garantire la missione dell’Agenda Digitale Italiana che si propone di promuovere la diffusione dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, proprio evitando il fenomeno della discriminazione digitale nei confronti delle persone con disabilità in tutte le sue forme.

Privati

L’European Accessibility Act ovvero l’Atto europeo sull’accessibilità (EAA) e il recente aggiornamento della Legge Stanca impone obblighi di accessibilità alle imprese private, suddividendole in due gruppi:

  1. Le imprese (anche gruppi e relative aziende del gruppo) con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni hanno l’obbligo di accessibilità sulle risorse digitali (compresa la dichiarazione di accessibilità e i meccanismi di feedback) già dal 5 novembre 2022 – aggiornamento legge Stanca;
  2. Per tutti gli altri: Banche, servizi pubblici, e-commerce, editori digitali, etc. l’obbligo entrerà in vigore il 28 giugno 2025 – EEA.

Accessibilità come principio aziendale, un asset del Brand

Accessibilità

Rendere i contenuti promozionali accessibili e inclusivi non dovrebbe essere un evento occasionale, una scelta casuale o di costume, altresì non dovrebbe essere motivata solo dalla necessità di farsi trovare compliance con la normativa o guidata da criteri economici da adottare solo quando il gioco vale la candela.

Se deve diventare un valore, che davvero migliori la reputazione e la fiducia del Brand, allora deve essere un processo ‘incorporato’ in un protocollo definito, incluso nella visione aziendale, una condizione imprescindibile delle proprie modalità, un costume!

Cosa Significa?
Significa adottare il principio nelle proprie linee guida, spalmarlo su tutte le attività interne ed esterne alla struttura, ed avviare pratiche di controllo (check list) che comprendano i criteri di accessibilità oltre ai consueti parametri di leggibilità, coerenza al brand, ortografia, strategia e conversione. In pratica fare in modo che gli errori di accessibilità digitale siano trattati come problemi di controllo della qualità, diventando una pratica di routine, come il controllo ortografico del testo pubblicato.

Per questa ragione sono sempre più numerose le aziende che inseriscono percorsi di sensibilizzazione all’accessibilità nel piano di formazione aziendale. Costruendo una consapevolezza condivisa da tutto il team si può ottenere un risultato al di là delle aspettative. L’azienda che viene percepita come inclusiva dall’interno risulta estremamente credibile al pubblico e ai clienti, siano essi consumer B2C o partner B2B.

Articolo di Donato Matturro, Chief Accessibility Officer di sitiaccessibili.it

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