Il nuovo scenario normativo e gli impatti concreti per aziende, siti web ed e-commerce
Nel marzo 2026, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha pubblicato le Linee Guida sull’accessibilità dei servizi, rendendo pienamente operativo il quadro normativo introdotto dal Decreto Legislativo n. 82/2022 (recepimento dell’European Accessibility Act).
Questo aggiornamento segna un punto di svolta: l’accessibilità digitale passa da tema tecnico a requisito strutturale per operare nel mercato digitale.
Le Linee Guida non introducono nuovi obblighi, ma li rendono concreti, verificabili e sanzionabili.
AgID diventa un’autorità operativa
Con la pubblicazione delle Linee Guida, AgID assume un ruolo attivo:
può effettuare verifiche sui servizi digitali
può richiedere documentazione alle aziende
può gestire segnalazioni da parte degli utenti
può attivare procedimenti di adeguamento
In parallelo, è stato reso operativo anche il sistema di segnalazione pubblica.
Questo significa che oggi il rischio più concreto non è il controllo diretto, ma la segnalazione di un utente che non riesce a utilizzare il servizio.
Accessibilità digitale: chi si deve adeguare?
La normativa si applica a tutte le aziende che offrono servizi digitali al pubblico, tra cui:
siti web aziendali
e-commerce
piattaforme online
servizi digitali accessibili via browser o app
Un punto spesso sottovalutato:
👉 anche i siti B2B rientrano, se accessibili pubblicamente 👉 la presenza di un semplice modulo contatti è già sufficiente
Sono escluse esclusivamente le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro).
Accessibilità: gli obblighi per le aziende
Le Linee Guida chiariscono che non è sufficiente essere accessibili: è necessario dimostrarlo in modo formale.